Santarcangelo di romagna

santarcangeloIl brulicare di gente tra le bancarelle, i Luna Park e le piadine all’ombra di due enormi corna appese all’Arco di Piazza Ganganelli per la Fiera di San Martino, anche conosciuta come “Fira di Bech” (la fiera dei becchi in italiano, ossia la fiera dei cornuti); i teatranti e gli artisti di strada che coi loro show e spettacoli colorano le vie del centro per il Festival Internazionale del Teatro in Piazza; il profumo aromatico e speziato dei vini che riempiono i calici dei visitatori in agosto, in occasione di Calici di Stelle; Santarcangelato, la festa del gelato artigianale prodotto come tradizione comanda o l’esposisizione di uccelli e animali domestici nell’Arena del Campo della Fiera di San Michele… Un pazzo e interminabile caleidoscopio di eventi rende onore a Santarcangelo, una delle più vivaci e accattivanti città della Romagna. La Rocca dei Malatesta e i tanti monumenti che le hanno guadagnato il titolo di Città d’Arte, si sposano armoniosamente col fermento culturale che in questo borgo ha visto fiorire tante insigni personalità (come non ricordare Daniele Luttazzi, Tonino Guerra o papa Clemente XIV, al secolo Lorenzo Garganelli?) e col gusto del buon vivere tipicamente romagnolo, tra vino, buon cibo e buona musica. Vi è poi la misteriosa e leggendaria Santarcangelo sotterranea, ramificata nei mille cunicoli e ipogei scavati nella viva pietra arenaria, per secoli impiegati nella conservazione del vino, eppure dall’articolazione architettonica architettonica troppo sofistica per una simile funzione. Le ipotesi più gettonate? Luoghi di preghiera o sepoltura paleocristiani e luoghi adibiti ai culti mitraici.